Ginecomastia

Anestesia

Il giorno dell’intervento è ‘ bene indossare solo un indumenti completamente apribili sul davanti.
La scelta del tipo di anestesia dipende dal singolo caso clinico e dalla tecnica prescelta. L’intervento può essere eseguito in anestesia generale, oppure in anestesia loco-regionale associata o meno a sedazione, oppure ancora con semplice anestesia locale.

Modalità d’esecuzione dell’intervento e sua durata

Le pseudoginecomastie, dovute ad un eccesso di tessuto adiposo, e l-e forme miste, rappresentate sia da tessuto adiposo, sia da tessuto ghiandolare, possono essere corrette mediante intervento di lipoaspirazione, che consiste nell’introduzione di una sottile cannula al di sotto della pelle attraverso due incisioni di 3-4 millimetri e nella diretta aspirazione del grasso. Pseudoginecomastie e forme miste di grado marcato possono richiedere, oltre all’eventuale lipoaspirazione, anche una correzione più propriamente chirurgica, come sotto indicato per la ginecomastia vera e mista.
La ginecomastia vera e spesso quella mista richiedono in genere l’esecuzione di un intervento chirurgico in quanto il tessuto ghiandolare, a differenza di quello adiposo, non può essere aspirato se non in piccole quantità. Secondo le dimensioni delle mammelle da ridurre l’incisione cutanea può essere limitata all’emicirconferenza inferiore di ciascuna areola (ginecomastie di entità lieve o media) oppure estesa a tutta la circonferenza dell’areola (ginecomastie di grado marcato, ove è richiesta l’asportazione di pelle in eccesso dalle regioni circostanti le areole). Talora la correzione di ginecomastie maggiori richiede l’asportazione chirurgica di una maggior quantità di pelle e quindi la produzione di una cicatrice attorno all’areola, di una cicatrice verticale compresa fra l’areola e il solco sottomammario e, talora, anche di una cicatrice trasversale a livello del solco sottomammario. Il tessuto adiposo e ghiandolare asportati vengono sottoposti ad esame istologico. Talora, al termine dell’asportazione della massa adiposa e/o ghiandolare viene posizionato, in ciascun lato operato, un drenaggio che fuoriesce dalla pelle del cavo ascellare.
La medicazione consiste in un bendaggio elastico del torace.
La durata dell’intervento può variare da un’ora e mezza a tre ore, secondo i casi.

Decorso post-operatorio

Nel periodo post-operatorio potrà essere avvertito un certo dolore in corrispondenza delle parti operate, generalmente controllabile dai comuni analgesici, che regredirà nel giro di pochi giorni.
In caso siano stati posizionati, i drenaggi aspirativi vengono solitamente rimossi dopo 12-48 ore.
Per alcuni giorni dopo l’intervento può rendersi necessaria la prosecuzione della terapia antibiotica.

Per i primi tre-quattro giorni post-operatori si raccomanda di non utilizzare i muscoli pettorali (ad esempio non forzare sulle braccia per alzarsi dal letto, non sollevare pesi). A letto è bene riposare con il busto rialzato. Dovrà inoltre essere evitato il fumo: colpi di tosse in questo periodo potrebbero indurre sanguinamenti a livello delle parti operate.
In caso siano stati posizionati, i punti cutanei esterni verranno rimossi 7-15 giorni dopo l’intervento. La prima doccia di pulizia completa potrà essere praticata solo dopo tale periodo.
Per le prime 2 settimane dovrà essere evitata l’attività sessuale, che potrà essere ripresa con cautela dopo tale periodo.

Precauzioni durante la convalescenza

Per i primi quattro-cinque giorni postoperatori, se prescritta, dovrà essere proseguita l’assunzione di antibiotici.
Per la prima settimana dovrà essere evitata la guida di veicoli.
Per le prime 2 settimane dovrà evitare di compiere ampi movimenti con le braccia e di sollevare pesi.
L’attività lavorativa potrà essere ripresa una settimana dopo l’intervento. Se essa comporta sforzi delle braccia e dei muscoli pettorali dovrà essere ripresa 15 giorni circa dopo l’intervento.
Per circa un mese dovrà essere evitato ogni tipo di attività sportiva e l’esposizione diretta al sole o ad eccessive fonti di calore (es. sauna, lettino abbronzante, ecc).

Complicanze

La formazione di sieromi, consiste nell’accumulo, di \rariabiréfiiantità di liquido giallognolo e trasparente, chiamato “siero”. Raccolte di modesta entità si riassorbono spontaneamente, mentre raccolte più cospicue possono richiedere l’evacuazione chirurgica, come sopra specificato a proposito degli ematomi.
Le infezioni sono rare e in genere dominabili con gli antibiotici.
Una complicazione rara ma possibile a seguito della correzione di mammelle di grandi dimensioni è la necrosi parziale o totale della cute dell’areola e del capezzolo; in caso di necrosi parziale la guarigione avviene con medicazioni ripetute ed una cicatrizzazione non ottimale, mentre in caso di necrosi totale è opportuno un intervento successivo di ricostruzione del complesso areola-capezzolo.
La riapertura spontanea della ferita (deiscenza) è più frequente nei pazienti diabetici e fumatori. Spesso guarisce spontaneamente con medicazioni; più raramente necessita di una nuova sutura.
Un’alterata sensibilità (formicolii, iposensibilità) dell’areola e della cute della regione mammaria è normale anche per alcuni mesi. Solo raramente, si può presentare un’insensibilità definitiva delle suddette aree.

Cicatrici ed altre sequele

Inevitabilmente l’intervento produce delle cicatrici cutanee permanenti la cui estensione dipende dalle dimensioni originarie delle mammelle, dalla qualità (tessuto adiposo e/o tessuto ghiandolare) e dalla quantità di tessuto e di cute rimossi.
• Dopo correzioni di pseudo ginecomastia o forme miste eseguite con lipoaspirazione esitano solo brevi (3-4 mm) cicatrici generalmente situate sotto l’area mammaria.
• Esse possono rimanere arrossate anche per alcuni mesi e talora richiedere un piccolo intervento chirurgico per migliorarne la qualità.
• La correzione chirurgica di ginecomastie di modesta entità comportano una cicatrice limitata al settore inferiore dell’areola.
• La correzione chirurgica di ginecomastie di maggiori dimensioni comporta l’esito in cicatrici circolari attorno all’areola; in tal caso è discretamente frequente – la presenza di molteplici minuscole pieghe cutanee distribuite a raggiera attorno all’areola. Nel corso dei mesi successivi all’intervento esse tendono a spianarsi del tutto o quasi. In taluni casi è opportuno eseguire, a distanza di un anno dall’intervento, una correzione chirurgica. La qualità delle cicatrici varia con il passare dei mesi e dipende in gran parte dalla reattività cutanea individuale. Generalmente la loro visibilità diminuisce con il tempo.
• La correzione chirurgica delle ginecomastie di grandi dimensioni può talora comportare l’esito in cicatrici circolari attorno all’areola, verticali fra l’areola ed il solco sottomammario e orizzontali a livello del solco.

Taluni pazienti, a causa di un’eccessiva reattività cutanea, possono sviluppare cicatrici arrossate o rilevate e perciò facilmente visibili, che durano diversi mesi o sono permanenti (cicatrici ipertrofiche) o cicatrici “allargate” di colore normale (cicatrici ipotrofiche). Si tratta di un’evenienza non prevedibile, seppure di raro riscontro. Cicatrici inestetiche e di cattiva qualità possono essere corrette con trattamento medico o con un intervento dopo un congruo periodo di tempo (6-12 mesi dall’intervento). In casi di particolare predisposizione individuale le cicatrici si estendono oltre i limiti dell’incisione chirurgica (cheloidi) e rappresentano un processo patologico di difficile trattamento.
La sensibilità della pelle ed in particolare delle areole e dei capezzoli può rimanere alterata (diminuzione della sensibilità, formicolii) per un periodo di mesi o anche di alcuni anni; di rado in modo permanente. Tali alterazioni della sensibilità, imprevedibili, possono verificarsi in modo diverso sulle due mammelle.
All’intervento possono esitare dei lievi avvallamenti della superficie o asimmetrie dell’orientamento dei capezzoli, talora difficilmente correggibili.

Foto Prima/Dopo

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