Mastoplastica Riduttiva

Preparazione all’intervento

Il giorno precedente l’intervento deve essere effettuato un accurato bagno di pulizia completo, asportato lo smalto dalle unghie delle mani e dei piedi e depilate le ascelle.
Prima dell’intervento deve essere osservato digiuno di almeno otto ore da cibi solidi e bevande.
E’ bene indossare solo un indumento da notte con maniche comode e completamente apribile sul davanti.

Anestesia

L’intervento viene eseguito nella maggior parte dei casi in anestesia generale. A questo proposito gli esami preoperatori saranno esaminati dal Medico Anestesista.

Esecuzione dell’intervento e sua durata

L’intervento ha durata variabile fra le due e le quattro ore secondo l’entità della riduzione e della normale variabilità dei tempi operatori.
Consiste nell’asportazione di parte della ghiandola mammaria, di grasso sottocutaneo e perighiandolare e di cute.
Implica generalmente il sollevamento dell’areola del capezzolo, la riduzione, come detto, del tessuto ghiandolare-adiposo in eccesso ed il rimodellamento cutaneo, che prevede suture, e di conseguenza cicatrici, che potranno essere situate in posizione:
• Periareolare (attorno all’ascella)
• Verticale, dal margine dell’areola al solco sottomammario;
• Trasversali (orizzontali) lungo il solco sottomammario più o meno secondo l’entità della riduzione e dell’asportazione cutanea.
• In alcuni casi le cicatrici potranno essere limitate all’areola o estese anche al tratto compreso tra l’areola ed il solco sottomammario senza la presenza della parte trsversale.
Le suture, eseguite con la massima accuratezza, vengono di norma, e per quanto possibile, esguite con punti interni per rendere meno evidenti le cicatrici.
Al termine dell’intervento viene di norma inserito un drenaggio per lato che esce più frequentemente dalla pelle in corrispondenza dell’ascella.

Decorso post-operatorio

Nel periodo post-operatorio potrà essere avvertito un certo dolore in regione pettorale, dominabile con comuni analgesici, che regredirà nel giro di pochi giorni; nei primi giorni è bene evitare sforzi con i muscoli pettorali e con le braccia.
I drenaggi vengono rimossi generalmente dopo 24-72 ore; le medicazioni possono essere lasciate in sede per alcuni giorni.
E’ opportuno riposare su due cuscini in modo da mantenere elevato il capo e le spalle.
Per i primi quattro-cinque giorni post-operatori è bene proseguire l’assunzione di antibiotici, nel
caso siano stati prescritti.
E’ assolutamente consigliata l’astensione dal fumo per almeno una settimana: colpi di tosse in questo periodo potrebbero indurre sanguinamenti a livello delle parti operate, oltre a provocare maggiore dolore.
Se il Chirurgo lo riterrà opportuno, dovrà essere eseguita una terapia per la prevenzione della tromboembolia, da protrarre per qualche settimana.
Per la prima settimana non dovranno guidare l’automobile. I primi punti di sutura saranno asportati 7-10 giorni dopo l’intervento. La prima doccia di pulizia completa potrà essere praticata solo dopo tale periodo.
Per le prime settimane dovrà evitare di compiere ampi movimenti con le braccia e di sollevare pesi. Dovrà inoltre astenersi dall’attività sessuale, che potrà essere ripresa con cautela dopo tale periodo.

Precauzioni durante la convalescenza

Dopo la rimozione dei punti potrà essere ripresa l’attività lavorativa, possibilmente con ritmi moderati per un’ulteriore settimana
Per almeno un mese dovrà essere evitata l’attività sportiva e l’esposizione ad eccessive fonti di calore (es. sauna). Durante tale periodo, se prescritto, dovrà essere indossato notte e giorno un reggiseno a scopo contenitivo; dovrà essere evitata la posizione prona (“a pancia in giù”).
Per circa 6 mesi è bene evitare la gravidanza.

Possibili complicazioni

La mastoplastica riduttiva può dare luogo a complicazioni sia anestesiologiche ( che saranno discusse durante il colloquio con il Medico Anestesista) che post-chirurgiche generali, nonché a complicazioni specifiche.
Fra le complicazioni di carattere generale, non legate cioè solo a questo intervento ma possibili in ogni intervento chirurgico, sono da ricordare l’emorragia, l’infezione, l’ematoma, il sieroma, la deiscenza di parte delle suture e la tromboembolia.
Un modesto sanguinamento della ferita rientra nella normalità. Se di entità importante (emorragia) può richiedere un reintervento chirurgico.
L’infezione si manifesta con dolore, arrossamento della pelle e gonfiolre accompagnati o meno da febbre e viene trattata generalmente con antibiotici, medicazioni locarli e, solo raramente, richiede un intervento chirurgico. Può determinare perdita di tessuto e conseguenti cicatrici di scadente qualità e/o alterazioni della forma della mammella.
La formazione di ematomi (raccolte di sangue in profondità) o sieromi (raccolte di siero) si può verificare nei primi giorni dopo l’intervento. L’ematoma si manifesta con l’insorgenza di repentini aumenti di volume o di forti dolori localizzati ad una mammella; il sieroma con una sintomatologia meno acuta e più tardiva. Il posizionamento di drenaggi è finalizzato a limitare il rischi di tali complicazioni. A volte possono richiedere l’spirazione con a siringa o l’evacuazione mediante riapertura di un tratto della ferita chirurgica.
La riapertura spontanea della ferita (deiscenza) può avvenire in particolare all’incrocio delle suture, in zone di aumentata tensione ed è più frequente nelle pazienti diabetiche e fumatrici. Spesso guarisce spontaneamente con medicazioni; più raramente necessita di una nuova sutura.
Le flebiti e le tromboembolie sono molto rare dopo mastoplastica riduttiva soprattutto in donne non a rischio con mobilizzazione precoce; alcuni ritengono predisporre una profilassi farmacologica per ridurne il rischio.
Fra le complicanze specifiche della mastoplastica riduttiva sono da segnalare la liponecrosi e la necrosi del complesso areola-capezzolo.
La necrosi di una parte del grasso mammario (liponecrosi, cioè morte delle cellule adipose) si può manifestare precocemente con la fuoriuscita di liquido oleoso dalla ferita chirurgica, ovvero a distanza di tempo con la possibile formazione di noduli fibrosi, indurimenti e calcificazioni e/o con un avvallamento della superficie della mammella, spesso asintomatica, solo raramente dolorosa.
Dopo mastoplastiche riduttive di entità cospicua può verificarsi, anche se di rado, la necrosi di parte o di tutta l’areola. Tale evenienza richiede un iniziale trattamento conservativo con medicazioni, seguito, se opportuno, da un intervento per la ricostruzione dell’areola e del capezzolo.
A seguito della mastoplastica riduttiva è normale che la sensibilità del capezzolo ed eventualmente della cute della mammella risulti temporaneamente diminuita o comunque alterata. Con il passare delle settimane la sensibilità può essere recuperata. In alcuni casi, la sensibilità del capezzolo e dell’areola può essere perduta per sempre.

Risultati e loro durata

L’effetto migliorativo della mammoplastica riduttiva risulta immediatamente apprezzabile al chirurgo già durante l’intervento. Il risultato definitivo diviene pienamente apprezzabile sei mesi circa dopo l’intervento. Dopo tale periodo può rendersi opportuno procedere ad interventi correttivi di eventuali difetti residui. Si ricorda comunque che non sempre è ottenibile una perfetta simmetria tra le mammelle.
Nonostante generalmente il tessuto asportato non si riformi, col passare degli anni i normali processi di invecchiamento cutaneo, variazioni del peso corporeo ed eventuali gravidanze potranno comportare un’alterazione della forma delle mammelle operate. E’ possibile, anche se raro, in alcuni pazienti, un aumento di dimensioni delle mammelle negli anni successivi all’intervento per la formazione di nuovo tessuto mammario o per la deposizione di tessuto adiposo in caso di aumenti ponderali. In alcuni casi si rende opportuno, a distanza di anni, un intervento correttivo per il ripristino di una forma adeguata.

Cicatrici ed altre sequele

Inevitabilmente l’intervento produce delle cicatrici cutanee permanenti la cui estensione dipende dalle dimensioni originarie della mammella, dalla quantità di tessuto mammario e di cute rimossi. Mastoplastiche riduttive di modica entità comportano una cicatrice peri-areolare associata ad una verticale, che si estende dal margine inferiore dell’areola al solco sottomammario. Mastoplastiche di grado maggiore richiedono, oltre alle precedenti, delle cicatrici situate nel solco sottomammario. Talora queste cicatrici orizzontali possono spingersi verso la regione ascellare e verso lo sterno debordando oltre i limiti della mammella e risultando quindi parzialmente visibili.
La qualità delle cicatrici varia con il passare dei mesi e dipende in gran parte dalla reattività cutanea individuale. Generalmente la loro visibilità diminuisce con il tempo.
Talune pazienti, a causa di una eccessiva reattività cutanea, possono sviluppare cicatrici arrossate o rilevate e perciò facilmente visibili, che durano diversi mesi o sono permanenti (cicatrici ipertrofiche) oppure cicatrici “allargate” di colore normale (cicatrici ipotrofiche), si tratta di un’evenienza non prevedibile, seppure di raro riscontro. Cicatrici inestetiche e di cattiva qualità possono essere corrette con trattamento medico o con un intervento dopo un congruo periodo di tempo (6-12 mesi dall’intervento di riduzione).
In casi di particolare predisposizione individuale le cicatrici si estendono oltre i limiti dell’incisione chirurgica (cheloidi) e rappresentano un processo patologico di difficile trattamento.
Come già detto all’intervento possono esitare delle asimmetrie della forma o del volume delle mammelle, o dell’orientamento dei capezzoli.
La sensibilità della pelle ed in particolare delle areole e dei capezzoli potrà rimanere alterata (diminuzione della sensibilità, formicolii) per un periodo di mesi o anche di alcuni anni; di rado in modo permanente. Tali alterazioni della sensibilità, imprevedibili, possono verificarsi in modo diverso sulle due mammelle.
L’intervento di mastoplastica riduttiva può limitare o annullare la funzione dell’allattamento. Deve essere infine ricordato che il turgore mammario conseguente alla montata lattea può alterare il risultato estetico dell’intervento.

Metodi alternativi


In casi particolari ( ad esempio dimensioni molto cospicue delle mammelle) può essere opportuno il distacco completo del complesso areola-capezzolo e il suo trapianto nella nuova sede al fine di limitare il rischio di necrosi dello stesso. In questo caso vi sarà una perdita completa della sensibilità e della capacità dell’allattamento.
In rari casi, laddove sia richiesta una riduzione limitata di mammelle non discese, può essere indicata l’esecuzione solo di una lipoaspirazione. Essa non permette alcun modellamento cutaneo e della forma della mammella.

Foto Prima/Dopo